Che sublime magnificenza è abitare nelle tue braccia,
assaporare nello scorrere del tempo indifferente,
il tenero tepore del tuo petto
attento, nel percepire il bizzarro sussurro del tuo cuore che
scuote il tuo petto per entrare nel mio
impartendo armoniose note
che vibrano nel casto silenzio
che si ripercuotono in un grido forte e conciso
nella testa,
dimora indelebile del nostro pensiero
che mai conoscerà morte.
Grida, grida quel flebile sussurro dicendomi
di abbandonarmi, lasciarti entrare
e quando apro gli occhi e guardo i tuoi
comprendo il concetto di
“ama e lascia amare”
ma soprattutto prima di amare e lasciarti amare,
ama te stesso
che il mondo e tutto ciò che ad esso appartiene,
già si ama e già ti ama.